• Famiglia: Caprifoliaceae
  • Nome volgare: Viburno, Viborno, Viorna, Vavorna, Antana, Lantana, Lentaggine, Metallo,
  • Nomi dialettali: Antàna, Stròpe, Stropàro, Dentàna, Merda de gato.
Viburnum lantana L.
Viburnum lantana L.
Viburnum lantana L.

Luogo di raccolta

S. Lorenzo - San Zenone degli Ezzelini

Data di raccolta

14 Aprile 1991

Descrizione botanica

Fanerofita cespugliosa; arbusto cespuglioso alto da 1 a 3 m.

Fusti legnosi con corteccia bruno-rosea; rami giovani pubescenti con peli stellati e squame furfuracee. Foglie con picciuolo arcuato di 1 cm e lamina ovale-lanceolata o ellittica, ottusa, dentellata, scura e subglabra nella pagina superiore, ruvida e pubescente nella pagina inferiore. Cime a corimbo multifiore (diametro 10 cm); calice subnullo; corolla candida, nel boccio talora arrossata; drupa ovoide (5 x 6-9 mm) più o meno appiattita sui lati, rossa e poi nero-lucida.

Cresce in boschi caducifogli termofili fino ai 1000 m.

Periodo balsamico

Estate

Periodo di fioritura

Aprile - Maggio

Uso erboristico tradizionale

Attualmente trova impiego soprattutto per uso esterno come astringente e blando antisettico del cavo orale.

Uso alimentare tradizionale

I frutti venivano raccolti un pò immaturi, venivano messi a maturare tra il muschio e le foglie di paglia, per poi essere mangiati o usati per la preparazione di marmellate, magari insieme ai frutti di Sambuco.

Note

Nella tradizione, per uso domestico, i fusti e i rami venivano usati in sostituzione dei vimini per legare i fasci. La seconda corteccia della radice veniva pestata con acqua per ricavare la parte vischiosa, la quale veniva mescolata con olio per ottenere il vischio usato nella cattura degli uccelli.

 

ATTENZIONE: le informazioni riportate in questo sito hanno carattere descrittivo e vogliono solo raccogliere gli usi tradizionali delle piante spontanee della nostra Pedemontana del Grappa. Tali informazioni non costituiscono consulenza medica quindi sconsigliamo l'automedicazione come altresì sconsigliamo la raccolta delle stesse. Decliniamo ogni responsabilità da un loro eventuale uso come coadiuvante alimentare, estetico o di qualsiasi altra natura nonché da un uso improprio delle informazioni contenute in questo sito.

 

Bibliografia

Bibliografia utilizzata per questa sezione:

Pignatti S., Flora d'Italia, Edagricole, 1982.

Minardi, In Herbis Salus, 1995.

AA.VV., Civiltà rurale di una valle veneta: la Val Leogra, Accademia Olimpica Vicenza, 1976.

Cantele A., Le piante medicinali dell'altopiano di Asiago, Casa Editrice Satya, 1997.

AA.VV., Erbe ed Ortaggi, Rizzoli SPA, 1976.

AA.VV., Le piante officinali del Giardino di Casola Valsenio, A.R.F. Emilia Romagna, 1987.

Ernesto Riva, L'universo delle piante medicinali, Tassotti Editori, 1995.

Fernando Zampiva, Erbario veneto, Edizioni Egida, 1999.

P. Rovesti - U. Boni - G. Patri, Scoprire riconoscere usare le erbe, Fabbri Editori S.p.A., 1977.

Gruppo erboristico comunità montana del Grappa, Schedario di piante spontanee utilizzate in alimentazione, Tipolitografia G.S. Stampa, 1986.

Allegato 1 del Decreto Ministeriale 9 luglio 2012.

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