• Famiglia: Caprifoliaceae
  • Nome volgare: Sambuco comune, Sambuco nero
  • Nomi dialettali: Sambuco, Sambughèr, Sambugàro, Spolàro, S-cioparòlo
Sambucus nigra L.
Sambucus nigra L.
Sambucus nigra L.

Luogo di raccolta

Valli di San Zenone degli Ezzelini

Data di raccolta

5 Maggio 1991

Descrizione botanica

Fanerofita cespugliosa; arbusto alto da 1 a 8 m.

Rami giovani verdi con lenticelle longitudinali; corteccia bruna con fratture longitudinali e solchi profondi. Foglie opposte imparipennate con 5-7 segmenti ellittici o lanceolati, acuminati, i maggiori seghettati. Infiorescenza ombelliforme con diamentro da 10 a 20 cm, con numerosissimi fiori bianco-lattei; calice subnullo; corolla con tubo subnullo e 5 lobi arrotondati; 5 stami con antere gialle; drupa subsferica, nero-violacea, lucida.

Cresce in boschi umidi, schiarite, cedui, siepi fino a 1400 m. 

Periodo balsamico

Fiori: da aprile a giugno recidendo tutta l'infiorescenza. Bacche da agosto a settembre raccolte ben mature.

Periodo di fioritura

Aprile - Maggio - Giugno

Uso erboristico tradizionale

Pianta davvero generosa per i suoi molteplici utilizzi in ambito erboristico.

Con i fiori si possono preparare infusi coadiuvanti una azione emolliente e di conforto del transito intestinale. Gli stessi venivano utilizzati come rimedio sintomatico di raffreddori ed influenze e per regolarizzare i processi di sudorazione.

Le bacche invece oltre ad aiutare l'intestino trovavano spazio come coadiuvanti un'azione antinfiammatoria generale. 

Da ricordare che le stesse bacche trovavano un utilizzo particolare: come succo concentrato servivano a lenire le infiammazoni del trigemino.

Uso alimentare tradizionale

I fiori con la loro nota dolciastra trovano largo utilizzo in liquoreria come aromatizzanti, mentre da soli possono essere utilizzati per preparare un fermentato molto leggero dal gusto dolce, aromatico che può ricordare il moscato.

Con le bacche del sambuco si prepara un'ottima marmellata di cui non bisogna abusare visti gli effetti sull'intestino.

Note

ATTENZIONE: le informazioni riportate in questo sito hanno carattere descrittivo e vogliono solo raccogliere gli usi tradizionali delle piante spontanee della nostra Pedemontana del Grappa. Tali informazioni non costituiscono consulenza medica quindi sconsigliamo l'automedicazione come altresì sconsigliamo la raccolta delle stesse. Decliniamo ogni responsabilità da un loro eventuale uso come coadiuvante alimentare, estetico o di qualsiasi altra natura nonché da un uso improprio delle informazioni contenute in questo sito.

Bibliografia

Bibliografia utilizzata per questa sezione:

Pignatti S., Flora d'Italia, Edagricole, 1982.

Minardi, In Herbis Salus, 1995.

AA.VV., Civiltà rurale di una valle veneta: la Val Leogra, Accademia Olimpica Vicenza, 1976.

Cantele A., Le piante medicinali dell'altopiano di Asiago, Casa Editrice Satya, 1997.

AA.VV., Erbe ed Ortaggi, Rizzoli SPA, 1976.

AA.VV., Le piante officinali del Giardino di Casola Valsenio, A.R.F. Emilia Romagna, 1987.

Ernesto Riva, L'universo delle piante medicinali, Tassotti Editori, 1995.

Fernando Zampiva, Erbario veneto, Edizioni Egida, 1999.

P. Rovesti - U. Boni - G. Patri, Scoprire riconoscere usare le erbe, Fabbri Editori S.p.A., 1977.

Gruppo erboristico comunità montana del Grappa, Schedario di piante spontanee utilizzate in alimentazione, Tipolitografia G.S. Stampa, 1986.

Allegato 1 del Decreto Ministeriale 9 luglio 2012.

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