• Famiglia: Caprifoliaceae
  • Nome volgare: Ebbio, Sambuchella
  • Nomi dialettali: Inchiostro, Velén, Sambugàro, Marànto.
Sambucus ebulus L.
Sambucus ebulus L
Sambucus ebulus L.

Luogo di raccolta

Cà Rainati - San Zenone degli Ezzelini

Data di raccolta

28 Giugno 1991

Descrizione botanica

Geofita rizomatosa; pianta erbacea perenne alta da 80 a 150 cm.

Fusto erbaceo con coste chiare longitudinali; midollo bianco. Foglie opposte imparipennate a 5-9 segmenti, seghettati, glabri e verde-scuro nella pagina superiore, pubescenti e chiari nella pagina inferiore; stipole ovate o subrotonde, terminanti in punta acuta. Corimbi ampi fino 20 cm; calice ridotto al solo tubo, con denti indistinti; corolla bianco-rosea con lacinie di 4 mm; antere violette; drupe piriformi nere-lucide a maturità.

Cresce in terreni incolti, bordi di campi e vie fino a 1300 m.

Periodo balsamico

Rizoma: Autunno, Inverno - Fiori: a fioritura ultimata

Periodo di fioritura

Maggio - Giugno - Luglio

Uso erboristico tradizionale

Attenzione: da usarsi con cautela. Nella nostra tradizione popolare, questa pianta è stata sempre poco utilizzata visti i frequenti episodi di effetti purganti drastici, provocati dall'ingestione dei frutti confusi con quelli del classico sambuco.

I fiori hanno proprità sudorifere, depurative, antireumatiche ed espettoranti. Le foglie sono analoghe ai fiori e sono inoltre utili per le infiammazioni del rene e le intossicazioni del fegato. I frutti sono diuretici, lassativi e antinevralgici. La radice è lassativa e diuretica.

Note

Le preparazioni di Ebbio vanno usate con una certa cautela poichè possono dare disturbi ed essere fortemente purgative.

Il succo delle bacche era utilizzato per fare l'inchiostro e il lucido da scarpe. Le foglie fresche, invece, miscelate con farina, cenere e aceto, venivano usate per lucidare i recipienti di rame od ottone.

ATTENZIONE: le informazioni riportate in questo sito hanno carattere descrittivo e vogliono solo raccogliere gli usi tradizionali delle piante spontanee della nostra Pedemontana del Grappa. Tali informazioni non costituiscono consulenza medica quindi sconsigliamo l'automedicazione come altresì sconsigliamo la raccolta delle stesse. Decliniamo ogni responsabilità da un loro eventuale uso come coadiuvante alimentare, estetico o di qualsiasi altra natura nonché da un uso improprio delle informazioni contenute in questo sito.

Bibliografia

Bibliografia utilizzata per questa sezione:

Pignatti S., Flora d'Italia, Edagricole, 1982.

Minardi, In Herbis Salus, 1995.

AA.VV., Civiltà rurale di una valle veneta: la Val Leogra, Accademia Olimpica Vicenza, 1976.

Cantele A., Le piante medicinali dell'altopiano di Asiago, Casa Editrice Satya, 1997.

AA.VV., Erbe ed Ortaggi, Rizzoli SPA, 1976.

AA.VV., Le piante officinali del Giardino di Casola Valsenio, A.R.F. Emilia Romagna, 1987.

Ernesto Riva, L'universo delle piante medicinali, Tassotti Editori, 1995.

Fernando Zampiva, Erbario veneto, Edizioni Egida, 1999.

P. Rovesti - U. Boni - G. Patri, Scoprire riconoscere usare le erbe, Fabbri Editori S.p.A., 1977.

Gruppo erboristico comunità montana del Grappa, Schedario di piante spontanee utilizzate in alimentazione, Tipolitografia G.S. Stampa, 1986.

Allegato 1 del Decreto Ministeriale 9 luglio 2012.

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