• Famiglia: Cannabaceae
  • Nome volgare: Luppolo comune
  • Nomi dialettali: Bruscàndoli, Bisòni, Roveja.
Humulus lupulus L.
Humulus lupulus L.
Humulus lupulus L.

Luogo di raccolta

Valli di San Zenone degli Ezzelini

Data di raccolta

28 Settembre 1991

Descrizione botanica

Fanerofita lianosa; cespuglio perenne alto da 1 a 3 m.

Fusti scandenti, attorcigliati al altre piante, con 6 strie scure nelle quali sono inserite spine brevi, ottuse. Foglie opposte con stipole ovali (7 x 10 mm), picciuolo e nervi principali spinulosi, lamina a contorno circolare palmato-lobata con denti acuti, aristulati, divisa in 3 lobi profondi, i basali talora con tendenza a sdoppiarsi. Infiorescenze maschili a pannocchia con fiori bianco-gialli; infiorescenze femminili ovate, pendule, verde-chiare, formate da brattee ovato-acuminate di 9 x 12 mm.

Cresce in boschi umidi, siepi, fino a 1200 m.

Periodo balsamico

Settembre - Ottobre

Periodo di fioritura

Maggio - Giugno - Luglio - Agosto

Uso erboristico tradizionale

Nei preparati domestici le infiorescenze femminili sono impiegate come amaro-toniche per coadiuvare i processi digestivi; esse hanno inoltre proprietà sedative atte a conciliare il sonno.

Per via esterna si possono preparare degli impacchi con le infiorescenze per calmare i dolori nevralgici, reumatici e artritici.

Uso alimentare tradizionale

Conosciuto soprattutto per il suo impiego nell'industria della birra, alla quale conferisce l'inconfondibile aroma amaro e di cui aiuta la conservazione. Per le stesse caratteristiche è usato anche nella liquoreria per amari e digestivi.

I germogli dei getti primaverili, i cosiddetti bruscandoli, si possono consumare lessi e conditi come gli asparagi, o per preparare risotti, minestre e frittate.

Note

ATTENZIONE: le informazioni riportate in questo sito hanno carattere descrittivo e vogliono solo raccogliere gli usi tradizionali delle piante spontanee della nostra Pedemontana del Grappa. Tali informazioni non costituiscono consulenza medica quindi sconsigliamo l'automedicazione come altresì sconsigliamo la raccolta delle stesse. Decliniamo ogni responsabilità da un loro eventuale uso come coadiuvante alimentare, estetico o di qualsiasi altra natura nonché da un uso improprio delle informazioni contenute in questo sito.

Bibliografia

Bibliografia utilizzata per questa sezione:

Pignatti S., Flora d'Italia, Edagricole, 1982.

Minardi, In Herbis Salus, 1995.

AA.VV., Civiltà rurale di una valle veneta: la Val Leogra, Accademia Olimpica Vicenza, 1976.

Cantele A., Le piante medicinali dell'altopiano di Asiago, Casa Editrice Satya, 1997.

AA.VV., Erbe ed Ortaggi, Rizzoli SPA, 1976.

AA.VV., Le piante officinali del Giardino di Casola Valsenio, A.R.F. Emilia Romagna, 1987.

Ernesto Riva, L'universo delle piante medicinali, Tassotti Editori, 1995.

Fernando Zampiva, Erbario veneto, Edizioni Egida, 1999.

P. Rovesti - U. Boni - G. Patri, Scoprire riconoscere usare le erbe, Fabbri Editori S.p.A., 1977.

Gruppo erboristico comunità montana del Grappa, Schedario di piante spontanee utilizzate in alimentazione, Tipolitografia G.S. Stampa, 1986.

Allegato 1 del Decreto Ministeriale 9 luglio 2012.

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