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FAMIGLIA (17)

Taraxacum officinale Web.

Taraxacum officinale Web.

Nome volgare

Dente di leone, Soffione, Tarassaco, Pisciacane, Piscialetto.

Uso erboristico tradizionale

Per via interna si utilizza soprattutto il rizoma, il quale coadiuva le fisiologiche funzioni del fegato, dei reni e dell'intestino. Questo grazie alle sue proprietà coleretiche e colagoghe. In passato è stato utilizzato in caso di itterizia, calcoli biliari e insufficienza epatica; inoltre vanta proprietà amaro-toniche e digestive utili in caso di inappetenza e dispepsia.

Il Tarassaco oltre ad essere utile nella ritenzione idrica, è reputato anche un buon regolarizzatore dell'intestino.

Tra le piante tradizionalmente utilizzate come depurative può essere quella da scegliere nei casi di disturbi reumatici o articolari.

Per via esterna l'infuso dei fiori si usa in cosmetica come lozione per schiarire le efelidi.

Pulmonaria officinalis L.

Pulmonaria officinalis L.

Nome volgare

Polmonaria, Pulmonaria.

Uso erboristico tradizionale

Le foglie e le sommità fiorite, utilizzate per via interna, hanno proprietà sudorifere, espettoranti ed emmolienti per le affezioni della gola che si accompagnano a tosse, raucedine e abbassamenti della voce.

Per via esterna con il decotto si possono fare lavaggi e impacchi per dermatosi squamose, ragadi al seno e geloni.

Campanula rapunculus L.

Campanula rapunculus L.

Nome volgare

Raponzolo, Raperonzolo.
Humulus lupulus L.

Humulus lupulus L.

Nome volgare

Luppolo comune

Uso erboristico tradizionale

Nei preparati domestici le infiorescenze femminili sono impiegate come amaro-toniche per coadiuvare i processi digestivi; esse hanno inoltre proprietà sedative atte a conciliare il sonno.

Per via esterna si possono preparare degli impacchi con le infiorescenze per calmare i dolori nevralgici, reumatici e artritici.

Sambucus nigra L.

Sambucus nigra L.

Nome volgare

Sambuco comune, Sambuco nero

Uso erboristico tradizionale

Pianta davvero generosa per i suoi molteplici utilizzi in ambito erboristico.

Con i fiori si possono preparare infusi coadiuvanti una azione emolliente e di conforto del transito intestinale. Gli stessi venivano utilizzati come rimedio sintomatico di raffreddori ed influenze e per regolarizzare i processi di sudorazione.

Le bacche invece oltre ad aiutare l'intestino trovavano spazio come coadiuvanti un'azione antinfiammatoria generale. 

Da ricordare che le stesse bacche trovavano un utilizzo particolare: come succo concentrato servivano a lenire le infiammazoni del trigemino.

Viburnum lantana L.

Viburnum lantana L.

Nome volgare

Viburno, Viborno, Viorna, Vavorna, Antana, Lantana, Lentaggine, Metallo,

Uso erboristico tradizionale

Attualmente trova impiego soprattutto per uso esterno come astringente e blando antisettico del cavo orale.

Sambucus ebulus L.

Sambucus ebulus L.

Nome volgare

Ebbio, Sambuchella

Uso erboristico tradizionale

Attenzione: da usarsi con cautela. Nella nostra tradizione popolare, questa pianta è stata sempre poco utilizzata visti i frequenti episodi di effetti purganti drastici, provocati dall'ingestione dei frutti confusi con quelli del classico sambuco.

I fiori hanno proprità sudorifere, depurative, antireumatiche ed espettoranti. Le foglie sono analoghe ai fiori e sono inoltre utili per le infiammazioni del rene e le intossicazioni del fegato. I frutti sono diuretici, lassativi e antinevralgici. La radice è lassativa e diuretica.

Cornus mas L.

Cornus mas L.

Nome volgare

Corniolo

Uso erboristico tradizionale

La corteccia ha proprietà astringenti, interne ed esterne, antidiarroiche e febbrifughe. Analoghe caratteristiche hanno anche i frutti che possono essere mangiati freschi, o sotto forma di succhi, decotti o marmellate, tutti utili come astringenti contro la dissenteria.

Galega officinalis L.

Galega officinalis L.

Nome volgare

Galega

Uso erboristico tradizionale

Per via interna la parte aerea viene usata come coadiuvante nel diabete leggero grazie alla sua capacità di diminuire il tasso di zucchero nel sangue; nella tradizione popolare viene usata per stimolare la secrezione lattea delle nutrici e coadiuvare la circolazione della ghiandola mammaria.

Per via esterna può essere aggiunta all'acqua dei pediluvi per rinfrescare i piedi affaticati.

Anthyllis vulneraria L.

Anthyllis vulneraria L.

Nome volgare

Vulneraria comune, Antillide vulneraria

Uso erboristico tradizionale

Usata nella tradizione soprattutto per via esterna: i decotti o l'applicazione della polpa della pianta, sono utili per lavare abrasioni superficiali, piccole ferite, eritemi solari, scottature, contusioni e distorsioni.

Per via interna coadiuva un'azione depurativa, tossifuga e diuretica.

Origanum vulgare L.

Origanum vulgare L.

Nome volgare

Origano

Uso erboristico tradizionale

Le sommità fiorite vengono usate per uso interno sotto forma di infuso o tintura vinosa, per coadiuvare la digestione grazie alla stimolazione della produzione di succhi gastrici, per attenuare i crampi intestinali.

L'olio essenziale esercita sull'apparato respiratorio un'azione sedativa sulla tosse, e facilita l'eliminazione del catarro bronchiale.

Per via esterna viene usato per fare gargarismi e suffumigi, o nell'acqua del pediluvio per le estremità affaticate, o per depurare pelli impure.

Salvia pratensis L.

Salvia pratensis L.

Nome volgare

Salvia dei prati

Uso erboristico tradizionale

Nonostante il contenuto di oli essenziali non sia comparabile alla Salvia officinalis L., la salvia dei prati trovava popolarmente uso come blando digestivo e come conforto dai disturbi mensili femminili.

Galium verum L.

Galium verum L.

Nome volgare

Caglio zolfino, Erba zolfina

Uso erboristico tradizionale

Nella tradizione locale questa pianta non è stata molto utilizzata, anche se in dosi moderate la sommità fiorita può coadiuvare una blanda depurazione delle vie urinarie.

Solanum dulcamara L.

Solanum dulcamara L.

Nome volgare

Dulcamara, Morella rampicante, Corallini, Vite selvatica.

Uso erboristico tradizionale

Parti utilizzate: corteccia dei giovani rami, foglie essiccate.

Uso esterno: cataplasma per la foruncolosi e nodi gottosi.

ATTENZIONE: anche se effettivamente sono solo le bacche la parte della pianta altamente velenosa, si consiglia di usare estrema cautela anche nel dosaggio degli stipiti che, se somministrati in eccesso, potrebbero procurare nausea, vomito, sonnolenza e vertigini.

Daucus carota L.

Daucus carota L.

Nome volgare

Carota selvatica

Uso erboristico tradizionale

Per via interna la radice della carota ha la proprietà di attenuare le infiammazioni dello stomaco e dell'intestino, di depurare l'organismo e attenuare le irritazioni della gola; i semi stimolano l'appetito, facilitano la digestione e stimolano la diuresi.

Per via esterna si può utilizzare la polpa cruda per lenire le scottature e purificare le pelli infiammate.

 

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