Le Materie Prime sono importanti (Cronache dal Lavoro)

Scritto da marco on .

la materie prime sono importanti

Ho cominciato a lavorare in erboristeria a 19 anni, non al banco, ma in laboratorio.

Per un paio d’anni ho passato i miei sabato pomeriggio presso il laboratorio di un bravissimo preparatore di Vicenza che mi ha iniziato alla conoscenza delle materie prime, la loro valutazione, manipolazione, estrazione e combinazione.

Un paio d’anni molto intensi seguiti da altri di ricerca attraverso frequentazione di seminari e fiere in Italia, Svizzera e Germania.
Non ero interessato solo alle piante, anzi ero molto più attratto dalle materie prime alimentari: erano i primi anni del nuovo millennio, gli anni in cui si affermava la nutraceutica, gli anni degli omega 3 nel latte vaccino, dei fermenti selezionati per non aderire alle pareti intestinali, gli anni dei succhi additivati solo di vitamine sintetiche e del boom definitivo dello sciroppo di glucosio-fruttosio da mais.

Tutto quello che vedevo brillava di suadente novità, di promesse sostenibili: la scienza che realizzava letteralmente l’invito ippocratico di far del cibo la propria medicina.

Non so dirvi in quale momento si sia rotto nella mia testa questo idillio, probabilmente l’aver a che fare ogni giorno con le piante officinali ti riporta a camminare con i piedi per terra e proprio dalla terra sono ripartito.
Non mi bastavano le etichette, le schede tecniche, i rappresentanti, gli informatori: avevo voglia di capire da dove arrivassero tutte quelle materie prime che ogni giorno gustavo, toccavo, annusavo. Avevo voglia di parlare con le persone che rendevano possibile il mio lavoro.

Sono passati diversi anni da allora e la ricerca delle materie prime si è trasformata da curiosità a passione viscerale divenendo una componente strutturale della mia quotidianità personale e lavorativa. Tutto questo perché in ogni direzione andassi a cercare arrivavo sempre alla stessa conclusione: se non riesco a controllare le materie prime non controllo nulla.
Una consapevolezza nata come un bisbiglio onnipresente trasformatosi ben presto nella mia testa in personale declinazione dell’urlo cinematografico: “LE MATERIE PRIME SONO IMPORTANTI”.

Condivido ogni giorno il frutto di queste ricerche attraverso il mio lavoro.
Tutto quello che propongo risponde a quattro requisiti, i miei quattro punti cardinali.

100% Naturale. Nei prodotti erboristici tutto quello che non è pianta è nel migliore dei casi superfluo.

100% Salute. La pianta deve avere le giuste caratteristiche per influire positivamente sulla nostra salute. Queste caratteristiche non sono semplicemente intrinseche alla pianta, ma dipendono da come viene coltivata, dal rispetto che si ha della terra in cui viene messa a dimora, da come e quando viene raccolta, da come viene essiccata e lavorata.

100% Tradizione. L’erboristeria è un perfetto esempio di stratificazione esperienziale e di coevoluzione tra uomo e piante. Molti dei necessari studi scientifici e fortunatamente sempre più numerosi non fanno altro che confermare la giustezza di questo ancestrale sodalizio.

100% Sostenibile. Mi piace adattare le parole di Wendell Berry “mangiare è un atto agricolo” anche per le piante officinali, quindi oggi più che mai ritengo sia necessario concorrere con il proprio lavoro quotidiano, con le proprie scelte a pratiche agricole e trasformazioni che salvaguardino le risorse che prendiamo in prestito dalle generazioni future.

Scrivo questo per condividere non solo un modo di lavorare, ma per condividere un modo di pensare alla propria Salute: una tensione verso un’armonia tra corpo, mente, relazioni ed ambiente. Non la si può raggiungere da soli.
#lematerieprimesonoimportati

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