Tè di primavera: evento con il Prof. Livio Zanini

Scritto da marco on .

: iniziamo un nuovo percorso di approfondimento e lo iniziamo nel migliore dei modi.

Negli ultimi anni ho lavorato molto sulla conoscenza delle piante officinali e delle materie prime che uso ogni giorno, da dove arrivano, la loro qualità e gli strumenti per valutarla.
Ad un certo punto però mi sono imbattuto in una pianta molto particolare, la Camellia sinensis, la pianta del Tè, ed ho subito intuito che per lo studio di questa pianta dovevo adottare un approccio diverso da quello avuto fino ad ora: la fitochimica doveva essere affiancata dallo studio della storia, le sue origini in un paese lontano, le relazioni sociali e le ricadute culturali che questa pianta ha indotto, le tecniche di lavorazione nonché un approfondimento per me nuovo legato al piacere della sua degustazione e all’analisi organolettica.

Per fare questo i testi sono importanti, ma per orientarsi in questo universo di informazioni bisogna necessariamente avere una guida e in Italia il primo nome che viene in mente è quello di Livio Zanini, docente di lingua cinese dell'Università Ca' Foscari di Venezia, presidente dell'Associazione Italiana Cultura del Tè e consigliere onorario del China International Tea Culture Institute.

Sono entusiasta di ospitarlo e di potervi invitare questo venerdì 25 maggio ad una sua serata introduttiva alla cultura del tè, la sua storia e nella quale avremo la possibilità di degustare alcuni rari Tè verdi di primavera, tutti raccolti nel 2018 provenienti dalla Cina.

La serata si terrà nel nostro spazio di via Vendramini, 33/a a partire dalle ore 20 e per necessità organizzative è aperta a 20 partecipanti, per cui è necessaria la prenotazione al n. 0424227689 o attraverso mail o social.
La serata ha un costo di partecipazione di €25,00.

Sarà un viaggio stupendo!

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Imparare a conoscere Fiori ed Erbe Spontanee della Pedemontana del Grappa.

Scritto da marco on .

Al via da questo venerdì 7 ottobre la prima di quattro serate per introdurre al riconoscimento di fiori ed erbe spontanee della nostra Pedemontana del Grappa.

Avrò il piacere di introdurre il nuovo lavoro di mio padre Bruno Martino: un viaggio fatto di immagini che ritraggono la meravigliosa biodiversità vegetale che ci circonda per condividere stupore, suggestioni, tradizioni che da sempre ci legano a queste compagne di vita.

Il corso si terrà nei venerdì 7, 14, 21 e 28 di ottobre, dalle ore 20.30 presso la Sala Convegni dell'Ospedale San Bassiano in via del Lotti a Bassano del Grappa.

Per informazioni e prenotazioni: Andrea Zilio, presidente del Gruppo Micologico Bassano, tel 042430993 - 3480472464.

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A proposito di materie prime: “Cooked” in onda su Netflix, dall’ultimo lavoro letterario di Michael Pollan.

Scritto da marco on .

Quando penso alle radici della mia passione per le materie prime trovo sicuramente i gesti, a volte inconsapevoli, di mia madre e mio padre.
Quando però penso alla strutturazione di questa ricerca ritrovo i nomi di alcuni autori tra cui indubbiamente quello di Michael Pollan, colui che mi ha dato attraverso il suo modo di scrivere una veste ed una disciplina a questa affascinante ricerca.

In questo fine settimana mi sono ripromesso di guardare le quattro puntate in onda  da qualche giorno su Netflix ispirate da “Cotto” (“Cooked” il titolo originale) l’ultimo lavoro di Michael Pollan.

Anzitutto il libro: se siete appassionati di cucina, non la cucina-spettacolo da prima serata solo da vedere, ma quella reale, quotidiana, quella che nutre tanto per esser chiari, allora non potete perdere questa lettura.

Michael Pollan ci conduce attraverso quattro sentieri alla scoperta degli elementi responsabili della straordinaria trasmutazione delle materie prime in cibo: Fuoco, Acqua, Aria e Terra.

Il percorso è sempre in prima persona, il diario di viaggio dell’autore che si cimenta nella scoperta e approfondimento di atti quotidiani che accompagnano da sempre la storia dell’uomo in cucina.

Dalla buca di Ed Mitchell, famoso Pit-master degli Stati Uniti, alla cantina di Suor Noella, produttrice di formaggi con latte crudo, passando dal forno di Chad Robertson cultore ed esteta del pane a pasta acida di S. Francisco, il lettore viene coinvolto in una sorta di apprendistato contagioso alla scoperta di quattro universi meravigliosi ed affascinanti riguardanti la trasformazione del cibo, spesso sottovalutati dal loro essere semplicemente “quotidiani”.

Quatto universi che vengono esplorati attraverso tecniche splendidamente raccontante, studi scientifici, speculazioni filosofiche, risate e dubbi sul futuro di queste materie prime intese come risorse: in pratica si impara a cucinare imparando a conoscere la bellezza e la complessità nascosta in atti che contraddistinguono la natura umana.

Ma veniamo agli episodi in onda su Netfix.

Quattro episodi di quasi un’ora ciascuno in cui Michael Pollan posa la penna e si presta alla telecamera portandoci a conoscere molti dei volti descritti nella lettura che contribuiscono efficacemente alla descrizione della meraviglia della trasformazione del cibo.

Ogni episodio allarga lo sguardo dei capitoli del libro attraverso l’incontro di culture ancestrali indagando sulle motivazioni profonde delle loro scelte alimentari. Mugnai marocchini, Aborigeni australiani, raccoglitori di cacao dell’America centrale: migliaia di chilometri a dividerli, tutti accomunati dal percorso di coevoluzione con l’ambiente che li circonda fatto di animali, piante, microrganismi. Una coevoluzione caratterizzata da una stratificazione di gesti che chiamiamo tradizione: un valore che serve sia ad evidenziare il percorso fatto, ma soprattutto come luce per illuminare i passi ancora da fare.

Fuoco, Acqua, Aria, Terra sono i catalizzatori di ciascuna puntata per analizzare quanto di straordinario si celi nei nostri gesti quotidiani in cucina. Alla fine si è pervasi da un profondo senso di rispetto che ci spinge a rimboccarci le maniche per provare ad impastare della farina, tagliare delle cipolle, conoscere più da vicino per esempio la fermentazione del miele, immolare energie e tempo sull’altare della cucina dove il protagonista non è il cuoco, ma la nostra Salute come rappresentazione di una profonda interconnessione tra Corpo, Mente, Relazioni ed Ambiente.

#lematerieprimesonoimportanti

cooked

la materie prime sono importanti

Le Materie Prime sono importanti (Cronache dal Lavoro)

Scritto da marco on .

Ho cominciato a lavorare in erboristeria a 19 anni, non al banco, ma in laboratorio.

Per un paio d’anni ho passato i miei sabato pomeriggio presso il laboratorio di un bravissimo preparatore di Vicenza che mi ha iniziato alla conoscenza delle materie prime, la loro valutazione, manipolazione, estrazione e combinazione.

Un paio d’anni molto intensi seguiti da altri di ricerca attraverso frequentazione di seminari e fiere in Italia, Svizzera e Germania.
Non ero interessato solo alle piante, anzi ero molto più attratto dalle materie prime alimentari: erano i primi anni del nuovo millennio, gli anni in cui si affermava la nutraceutica, gli anni degli omega 3 nel latte vaccino, dei fermenti selezionati per non aderire alle pareti intestinali, gli anni dei succhi additivati solo di vitamine sintetiche e del boom definitivo dello sciroppo di glucosio-fruttosio da mais.

Tutto quello che vedevo brillava di suadente novità, di promesse sostenibili: la scienza che realizzava letteralmente l’invito ippocratico di far del cibo la propria medicina.

Non so dirvi in quale momento si sia rotto nella mia testa questo idillio, probabilmente l’aver a che fare ogni giorno con le piante officinali ti riporta a camminare con i piedi per terra e proprio dalla terra sono ripartito.
Non mi bastavano le etichette, le schede tecniche, i rappresentanti, gli informatori: avevo voglia di capire da dove arrivassero tutte quelle materie prime che ogni giorno gustavo, toccavo, annusavo. Avevo voglia di parlare con le persone che rendevano possibile il mio lavoro.

Sono passati diversi anni da allora e la ricerca delle materie prime si è trasformata da curiosità a passione viscerale divenendo una componente strutturale della mia quotidianità personale e lavorativa. Tutto questo perché in ogni direzione andassi a cercare arrivavo sempre alla stessa conclusione: se non riesco a controllare le materie prime non controllo nulla.
Una consapevolezza nata come un bisbiglio onnipresente trasformatosi ben presto nella mia testa in personale declinazione dell’urlo cinematografico: “LE MATERIE PRIME SONO IMPORTANTI”.

Condivido ogni giorno il frutto di queste ricerche attraverso il mio lavoro.
Tutto quello che propongo risponde a quattro requisiti, i miei quattro punti cardinali.

100% Naturale. Nei prodotti erboristici tutto quello che non è pianta è nel migliore dei casi superfluo.

100% Salute. La pianta deve avere le giuste caratteristiche per influire positivamente sulla nostra salute. Queste caratteristiche non sono semplicemente intrinseche alla pianta, ma dipendono da come viene coltivata, dal rispetto che si ha della terra in cui viene messa a dimora, da come e quando viene raccolta, da come viene essiccata e lavorata.

100% Tradizione. L’erboristeria è un perfetto esempio di stratificazione esperienziale e di coevoluzione tra uomo e piante. Molti dei necessari studi scientifici e fortunatamente sempre più numerosi non fanno altro che confermare la giustezza di questo ancestrale sodalizio.

100% Sostenibile. Mi piace adattare le parole di Wendell Berry “mangiare è un atto agricolo” anche per le piante officinali, quindi oggi più che mai ritengo sia necessario concorrere con il proprio lavoro quotidiano, con le proprie scelte a pratiche agricole e trasformazioni che salvaguardino le risorse che prendiamo in prestito dalle generazioni future.

Scrivo questo per condividere non solo un modo di lavorare, ma per condividere un modo di pensare alla propria Salute: una tensione verso un’armonia tra corpo, mente, relazioni ed ambiente. Non la si può raggiungere da soli.
#lematerieprimesonoimportati

lematerieprimesonoimportanti

I nostri nuovi oli essenziali da agrumi italiani.

Scritto da marco on .

A volte le cose più straordinarie le trovi cercando le cose più semplici: volevo trovare un distillatore di olio essenziale di arancia bionda italiana e mi sono imbattuto in un nome che conoscevo, una grande azienda siciliana che da 5 generazioni coltiva, trasforma e distilla agrumi. Un’azienda perfetta, in linea con la nostra filosofia di lavoro, ma quasi irraggiungibile per un piccolo laboratorio come il nostro tenendo conto che i loro fusti standard per gli oli essenziali partono dai 200 kg per singola referenza… 

Dopo qualche mail e diverse telefonate, probabilmente esasperati (o impietositi) dalle mie insistenze mi viene passata al telefono direttamente la proprietà: ho spiegato con entusiasmo il mio desiderio di poter accedere ai loro prodotti perché rappresentavano l’eccellenza italiana che stavo cercando e con mio grande stupore la risposta è stata un semplicissimo: “vedremo di accontentarla”. 
Passa solo qualche minuto e vengo contattato dal commerciale al quale tento di rispiegare le mie esigenze, ma anche in questo caso semplicemente mi dice di essere già al corrente di tutto e di non preoccuparmi per le quantità perché avrebbe fatto in modo di farmi avere quel tutto ciò che mi serviva.

Da quel giorno sono passate diverse settimane in cui ho potuto constatare la professionalità e la puntualità di quest’azienda che ringrazio soprattutto per una dote rara: la voglia di condividere una passione.

Siamo orgogliosi oggi di potervi presentare i nuovi oli essenziali di Arancia Bionda Siciliana, Mandarino Rosso Siciliano, Limone Femminello Siciliano e Bergamotto Integrale Calabro.

Ancora grazie.

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